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Albert Fish è sicuramente stato uno dei peggiori Serial Killer nella storia del crimine. Cannibale, sadomasochista, pedofilo, pervertito sessuale, per lui non esistevano limiti. Conosciuto come il “Vampiro di Brooklyn” adescava bambini a New York durante il periodo della Depressione. Anziano ma ancora fisicamente in forma, Fish stravolse i racconti della Bibbia estrapolando le storie di dolore, punizione, espiazione e sofferenza alla lettera, sopprimendo le sue vittime con la violenza e il sacrificio. Come penitenza per i peccati commessi, si inflisse torture d’ogni genere utilizzando un gatto a nove code e un asse ricoperto di borchie. Ma approfondiamo meglio la sua vita. Albert Fish nacque a Washington, da Randall Fish (1795-1875) di Kennebec, Maine, e da sua moglie Ellen (1838-?), irlandese. Disse di essere stato chiamato dopo molto tempo dopo sua nascita Hamilton Fish. Suo padre, Randall Fish, era 43 anni più vecchio della madre. Fish era il più giovane dei figli e aveva tre fratelli viventi: Walter, Annie, e Edwin Fish. Desiderò essere chiamato "Albert" dopo la morte di uno di questi, e per sfuggire al soprannome 'Ham and Eggs' (pancetta e uova) che gli fu dato in un orfanotrofio nel quale passò molti anni della sua triste infanzia. Il padre, Randall Fish, era capitano di battelli fluviali, ma nel 1870 svolse la professione di fabbricante di fertilizzanti. L’uomo morì per un attacco di cuore nel 1875 a Washington. Sua madre, incapace di prendersi cura di Hamilton (Albert), lo mise in un orfanotrofio, dove fu frequentemente frustato e bastonato, scoprendo infine che provava piacere nel dolore fisico. Le percosse gli avrebbero spesso procurato erezioni, cosa per la quale gli altri orfani lo prendevano in giro. Nel 1879, sua madre ottenne un impiego pubblico e fu in grado di prendersi nuovamente cura di lui. Nel 1882, all'età di dodici anni, iniziò una relazione omosessuale, con un garzone telegrafista. In gioventù Fish iniziò a praticare la coprofagia (ingestione di feci e urine). Cominciò a frequentare bagni pubblici dove poteva guardare ragazzi svestiti, trascorrendovi fino a intere giornate nel fine settimana. Nel 1890, si trasferì a New York City e diventò un gigolo ("prostituta maschio" come lui stesso amava definirsi). Disse anche di aver iniziato a violentare ragazzi, un crimine che continuò a commettere anche quando sua madre gli combinò un matrimonio. Nel 1898 sposò una donna di nove anni più giovane. Ebbero sei bambini: Albert, Anna, Gertrude, Eugene, John, ed Henry Fish. Fu arrestato per appropriazione indebita e condannato all'incarcerazione a Sing Sing nel 1903. Mentre era in prigione ebbe frequenti rapporti sessuali con altri detenuti. Nel gennaio del 1917 sua moglie lo lasciò per John Straube, un tuttofare pensionante dalla famiglia. Come conseguenza di questa umiliazione, Fish cominciò a sentire delle voci; una volta si rinvolse in un tappeto, spiegando che stava seguendo le istruzioni di San Giovanni. Riferì di aver vagabondato, nel 1898, da un capo all'altro degli Stati Uniti, lavorando come imbianchino. È in questo periodo che, a quanto disse, molestò più di 100 bambini, la maggior parte sotto i sei anni. Più tardi raccontò di un episodio singolare: un suo amante lo portò in un museo di statue di cera, dove lui rimase affascinato da un plastico raffigurante una sezione longitudinale di un pene; poco tempo dopo, sviluppò un morboso interesse per la castrazione. Durante una relazione con un uomo mentalmente ritardato, tentò di evirarlo dopo averlo legato, ma l'uomo fuggì spaventato. Fish allora intensificò le sue visite ai bordelli dove poteva ottenere di essere frustato e bastonato. Albert Fish commise il suo primo crimine su Thomas Bedden (1886-1910), a Wilmington, Delaware nel 1910. La prima aggressione, invece, fu l'accoltellamento di un ragazzo mentalmente ritardato intorno al 1919 a Georgetown, Virginia. L'11 Luglio del 1924 incontrò Beatrice Kiell, quattro anni, che giocava da sola nella fattoria dei suoi genitori a Staten Island. Fish gli offrì delle monete per andare ad aiutarlo a cercare piante di rabarbaro nei campi vicini. La bambina stava per lasciare la fattoria quando sua madre scacciò via l’uomo. Lui se ne andò, ma ritornò più tardi al granaio dei Kiell dove provò a passare la notte prima di essere scoperto e scacciato da Hans Kiel. Nel 1925, raggiunti i 55 anni, Fish comincia il suo cammino verso la follia più pura. Diventa estremamente masochista (si infila aghi nello scroto, incendia pezzi di cotone e se li infila nell'ano, si fa frustare e sculacciare a sangue dalle prostitute e persino dai propri figli). Comincia anche ad avere allucinazioni a sfondo mistico. Angeli e Santi compaiono davanti agli occhi di Fish, Cristo in persona lo incita a purificare i peccati del mondo tramite la punizione fisica e il sacrificio umano. L’uomo comincia anche a crearsi mentalmente un’idea malata della Bibbia, fino a convincersi che in essa compaiano citazioni del tipo: “Felice è colui che rapisce i bambini e spacca loro le teste con delle pietre.” Alla fine è Dio stesso a comparirgli in sogno e a ordinargli di torturare e castrare tutti i bambini che può. Prima di cominciare la storia di Albert Fish come serial killer, è interessante notare come la follia e i problemi mentali siano stati quasi una costante nella sua famiglia. Lo zio paterno di soffriva di una psicosi caratterizzata da allucinazioni di carattere religioso. Morì in ospedale, così come uno dei suoi tanti fratelli. Un' altra zia paterna venne rinchiusa in manicomio e schedata come “totalmente matta”. Il fratello più grande era affetto da alcolismo cronico, mentre quello minore era frenastenico e morì di idrocefalia. Una sua sorella venne internata in ospedale psichiatrico per una "non ben definita malattia mentale" e la madre soffriva periodicamente di allucinazioni visive e uditive. Ma veniamo agli omicidi. Edward Budd è un 18enne intraprendente, forte e ansioso di lavorare. Eddie vive però in una famiglia molto povera: madre, padre e cinque figli, intrappolati in una lurida baracca di periferia. Desideroso di poter evadere dalla terribile situazione in cui vive, il 25 Maggio 1928 fa pubblicare un annuncio sull'edizione domenicale del New York World che così recita: “Giovane 18enne, cerca lavoro nel paese. Edward Budd, 406 West 15th Street.” È un annuncio scarno, privo di effetto e difficilmente richiamerà l’attenzione di qualcuno. Eppure il lunedì seguente, 28 Maggio 1928, Delia, la madre di Edward, apre la porta a un anziano visitatore. L'uomo si presenta come Frank Howard, un coltivatore di Farmingdale, nel Long Island. E' venuto per un colloquio di lavoro. Mentre i due aspettano l'arrivo del ragazzo, Delia ha l'opportunità di studiarlo. Dal suo volto traspare gentilezza, i capelli sono ordinati e grigi, così come i grandi baffi. Sembra proprio la persona ideale al quale affidare i propri figli. Frank Howard nel frattempo le racconta la propria vita: è stato decoratore di interni per molti anni e, arrivato alla pensione, si è comprato una fattoria. Ha sei figli, tutti cresciuti da lui, poiché la moglie lo ha abbandonato 10 anni prima. Purtroppo un paio dei braccianti sono ormai anziani e Frank ha bisogno di rincalzi. Per questo, dopo aver letto l'annuncio di Edward, si è presentato. Proprio in quel momento entrano in casa Eddie e un suo amico, Willie. Frank Howard rivolge qualche domanda ai due, misura la loro forza e alla fine propone a entrambi 15$ a settimana. E' una paga grandiosa e i due giovani accettano senza pensarci sopra due volte. Il 3 Giugno 1928, alle 11 di mattina, Frank Howard si ripresenta a casa Budd, per prendere con sé i due nuovi operai. Ha portato in regalo fragole e una forma di formaggio cremoso appena fatto, così Delia per ricambiare il favore propone al gentile ospite di fermarsi a pranzo con loro. Mentre Frank Howard e il padre di Edward parlano amichevolmente a tavola, si apre una porta e compare davanti ai loro occhi una bella bambina di 10 anni che canticchia una canzone. Si chiama Gracie, ha i capelli e gli occhi castani molto scuri, contrapposti a una pelle chiara e a delle labbra rosa pallido. Frank Howard è colpito da questa bambina e non lo nasconde affatto. Le fa molti complimenti e le regala qualche soldo per comprare dolciumi, quindi la invita con lui alla festa di compleanno della sua nipotina. Delia Budd è abbastanza perplessa, ma l'anziano e gentile ospite riesce comunque a convincerla: la festa si tiene in un appartamento della 137esima strada, e l'uomo promette che Gracie sarà di nuovo a casa per le 21. Da brava madre Delia aiuta Gracie a indossare il cappotto buono, la accompagna alla porta e la segue con lo sguardo mentre si allontana lungo la strada con il gentile Frank Howard. Non li vedrà mai più. Quella sarà una notte insonne per la famiglia Budd: nessuna notizia di Howard, nessun segno della piccola Gracie. La mattina seguente Edward viene mandato alla stazione di polizia per denunciare la scomparsa. Non ci mette molto la polizia ad accertare che tutto ciò che aveva raccontato l'uomo era falso: non esiste nessun appartamento, non esiste nessuna fattoria, non esiste nessun Frank Howard. Il 7 Giugno vengono diffusi in tutta New York ben 1000 volantini con la foto della bambina e una descrizione sommaria dell'uomo che l'ha portata via. Più di 20 detective vengono assegnati al caso, ma nessuna segnalazione utile arriva tra le loro mani, solo una serie infinita di falsi allarmi. Gli unici indizi sono la grafia dell'uomo, indice di una istruzione abbastanza elevata, e l'indirizzo del negozio in cui è stato comprato il formaggio, un baracchino a East Harlem. La polizia di New York ricorda un caso simile, risalente a un anno prima. È l'11 Febbraio 1927, un bambino di quattro anni, Billy Gaffney, e un suo amico di tre anni, stanno giocando nel cortile davanti casa. Li controlla attentamente un ragazzino di dodici anni, ma è presto costretto ad assentarsi, richiamato dal pianto della sorella neonata. Al suo ritorno il ragazzo non li trova più, perciò corre ad avvertire il padre. Dopo una disperata ricerca, uno dei due viene ritrovato sul tetto, ma non c'è traccia di Billy Gaffney. Gli investigatori cominciano a cercarlo in lungo e in largo per i quartieri limitrofi. Viene dragato un fiumiciattolo e delle squadre di ricerca perquisiscono alcuni cantieri edili. Non si trova in nessuno di questi posti. Il piccolo testimone parla di un vecchio molto snello, con capelli e baffi grigi. La polizia ne prende atto, ma non pensa a correlare questa descrizione a un avvenimento accaduto qualche anno prima. È una mattina del 1924, di Luglio per la precisione. Francis McDonnell, 8 anni, sta giocando sul portico di fronte a casa, vicino ai boschi di Charlton, a Staten Island. La madre gli è seduta vicino, allatta una neonata, quando nota un vecchio vagabondo, sporco e malridotto, che passeggia gesticolando e borbottando con se stesso. Quel pomeriggio lo stesso uomo avvicina Francis mentre gioca a palla con quattro amici e lo porta via. Nessuno nota la scomparsa del bambino fino a sera, quando Francis non si presenta a cena. Suo padre, un poliziotto, organizza immediatamente una ricerca nei boschi limitrofi e in poche ore il ragazzino viene ritrovato. Francis è sdraiato sotto dei rami, con i vestiti strappati, strangolato con le proprie bretelle e preso a bastonate. L'aggressione è stata talmente violenta che le autorità escludono sia stato il vecchio vagabondo avvistato da più persone. Forse aveva un complice. Nonostante gli sforzi massicci della polizia e della comunità, nessuno riesce a rintracciare questo misterioso “uomo grigio”. Facciamo un salto avanti nel tempo, è il Novembre del 1934, il caso Budd è ancora aperto, ma nessuno si aspetta che venga mai risolto. Non la pensa così William F. King, l'unico investigatore a cui il caso è ancora assegnato. Il 2 Novembre 1934, il detective prova una mossa estrema e fa pubblicare a un amico giornalista, Walter Winchell, un articoletto che recita: “Il mistero del rapimento di Gracie Budd, otto anni, risalente a sei anni fa, sta per essere risolto dagli investigatori.” Passano solo dieci giorni e Delia Budd riceve una lettera inquietante. Per sua fortuna, essendo analfabeta, la donna non riuscirà mai a interpretarla. La legge invece Edward Budd, che corre immediatamente alla polizia. Lo scritto recita così:

“Cara signora Budd, nel 1894 un mio amico navigò come marinaio sullo Streamer Tacoma, del Capt. John Davis. Navigarono da San Francisco a Hong Kong. All'arrivo scese con altri due e andarono a ubriacarsi. Al loro ritorno la barca era partita. Era un periodo di carestia per la Cina. Qualsiasi tipo di carne costava da 1 a 3 dollari per libbra. La sofferenza era così grande che i più poveri misero in vendita i propri figli sotto i dodici anni per non morire di fame. I ragazzi di quattordici anni non erano per niente al sicuro da soli in mezzo alla strada. Sarebbe potuto andare in un qualsiasi negozio e richiedere una fetta di carne. Gli avrebbero mostrato il corpo di un ragazzo o una ragazza nudi chiedendogli quale parte volesse. Quella posteriore, che è quella più dolce del corpo, veniva venduta a caro prezzo come le costolette. John, avendo passato tanto tempo da quelle parti, ha imparato ad apprezzare la carne umana. Tornato a New York rapì due ragazzini di 7 e 11 anni, li spogliò e li chiuse in un armadio. Durante il giorno li torturava e li sculacciava a lungo in modo da renderne la carne più tenera. Per primo uccise il ragazzo di 11 anni perché aveva il sedere più grasso e carnoso. Tutto di lui fu cucinato e mangiato, eccetto testa ossa e intestini. Il bimbo più piccolo ha fatto una fine molto simile. In quel periodo io ero un vicino di John. Mi parlò così spesso di come fosse buona la carne umana che decisi che dovevo assolutamente assaggiarla. Domenica 3 Giugno 1928, ero a pranzo da Lei. Gracie si sedette nel mio grembo e mi schioccò un bacio. In quel momento capii che dovevo assolutamente mangiarla. Utilizzai la scusa di doverla portare a una festa e lei acconsentì. Invece io l'ho portata in una casa vuota a Westchester, scelta in precedenza. La lasciai a raccogliere fiori ed entrai a strapparmi via tutti i vestiti. Non avevo nessuna intenzione di macchiarli con il sangue della bambina. Quando tutto era pronto, andai alla finestra e la chiamai. Poi mi nascosi in un armadio. Quando lei mi vide del tutto nudo cominciò a piangere e provò a scappare di corsa sulle scale. Io l'afferrai e lei mi minacciò che avrebbe detto tutto alla sua mamma. Per prima cosa l'ho denudata, mentre lei mi calciava, mi mordeva e mi graffiava. L’ho strangolata a morte e l’ho tagliata a piccoli pezzi in modo da portarla comodamente a casa mia. L'ho cucinata e mangiata. Come era dolce e morbido il suo sederino che ho arrostito al forno! Mi ci sono voluti nove giorni per mangiarla interamente. Non si preoccupi, non l'ho violentata. È morta vergine come volevo che avvenisse.”

Nessuno ci vuole credere, quella lettera è troppo folle, troppo spaventosa… eppure, purtroppo, le indicazioni fornite sono abbastanza complete e inoltre la scrittura è la stessa che compare su quelle che Frank Howard aveva mandato famiglia Budd sei anni prima. Per fortuna il pazzo omicida ha compiuto un grave errore: la busta porta con sé un importante indizio, un piccolo emblema esagonale, con le iniziali: N.Y.P.C.B.A. Esse stanno per “New York Private Chauffeur's Benevolent Association”. Gli investigatori decidono così di sottoporre tutti i membri di questa associazione a una prova di scrittura, ma nessuno pare essere il colpevole. Quando le indagini stanno nuovamente per cadere nel vuoto, un giovane custode confessa di aver rubato di nascosto un paio di fogli e buste e di averli dimenticati in una vecchia casa, al 200 East della 52nd Street. La padrona dell’edificio viene prontamente interrogata e non ha dubbi a riconoscere nella descrizione di Frank Howard un anziano signore che ha soggiornato lì negli ultimi tre mesi. Si faceva chiamare Albert H. Fish e ha lasciato l'appartamento da appena due giorni. L'uomo attendeva una lettera ma si era dovuto allontanare all'improvviso, quasi come spaventato da qualcosa. Ancora una volta il serial killer era sfuggito alla giustizia, ma per lui il tempo stava scadendo. Il 13 Dicembre 1934 la donna chiama il Detective King perché ci sono novità importanti: Albert Fish è tornato nell’appartamento alla ricerca della famosa lettera che aspettava. Quando la polizia fa irruzione nella casa lo trova comodamente seduto a bere una tazza di tè. All’improvviso l’uomo estrae una lama di rasoio dalla propria tasca, sperando di intimidire le forze dell'ordine. King, infuriato, lo afferra saldamente, gli torce la mano ed esclama trionfante: “Finalmente ti ho preso!” Le sue ultime parole: "Ho iniziato a cibarmi di carne umana e ad apprezzarne il sapore molti anni fa, durante la carestia in Cina". Poco prima della sua esecuzione il killer disse: "Quanto saranno eccitanti le scosse elettriche" e "La suprema scossa è l'unica cosa che non ho ancora provato"; aiutando il boia a fissare gli elettrodi alla sua gamba.

Ciò che io faccio è giusto, altrimenti Dio avrebbe mandato un angelo a fermare la mia mano, come fece a suo tempo con il profeta Abramo.” (Albert Hamilton Fish)

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