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Armin Meiweis - “Il Cannibale di Rotenburg”

ATTENZIONE! Le foto di questo profilo sono particolarmente crude e raccapriccianti pertanto, avvertiamo che la loro visione è consentita solo a un pubblico adulto e ne è vietata la vista ai minori di 18 anni! Il profilo che vi presentiamo credetemi, nonostante le vittima sia una soltanto, è davvero raccapricciante! Ma iniziamo dal principio. Il Serial Killer è Armin Meiweis, la vittima Bernd-Juergen Brandes ingegnere berlinese di 43 anni. I due si erano conosciuti, tramite un annuncio di Meiweis inserito su Internet nella quale cercava candidati disposti a farsi macellare e poi mangiare. Il seguito sembra la sceneggiatura di un nuovo film su Hannibal Lecter. La notte fra il 9 e 10 Marzo 2001, in una soffitta predisposta per il crimine della sua villa abbandonata con 42 stanze a Rotenburg (Assia dell'est) si compie il delitto. Dopo che l'ospite venuto da Berlino aveva ingerito 20 tranquillanti e bevuto una bottiglia di alcool, il carnefice gli taglia il pene e assieme a lui se lo mangia. Dieci ore dopo, di notte, dopo che la vittima perde coscienza per la forte perdita di sangue, gli taglia la gola e lo fa a pezzi. Quindi mette le parti del corpo sezionate in buste di plastica e le surgela. Col tempo le ha divorate pezzo dopo pezzo. «Ogni volta che mangiavo una parte di carne - ha riferito Meiwes - mi ricordavo di lui. È stato come fare la comunione». Una videocamera tenuta accesa la sera del delitto ha filmato passo dopo passo tutte le scene dell'orrore. La pellicola è stata mostrata, a porte chiuse, come materiale di prova all’udienza del processo. Durante l’assassinio Meiwes ha detto di avere provato «al contempo odio, rabbia e felicità». «Lo smembramento del corpo mi ha divertito, il momento dell'uccisione è stato terribile». Fin da bambino, ha raccontato, aveva fantasie di squartare e mangiare i compagni di scuola che gli piacevano: «l'ho desiderato tutta la vita». Da adulto film di zombi, o con scene cruente e carneficine, hanno eccitato la sua fantasia. Da piccolo con una madre col carattere fin troppo forte e un padre che aveva abbandonato presto la moglie e i tre figli, Meiwes viene afflitto dalla solitudine: quando il fratello maggiore se ne andò di casa per studiare si sente totalmente abbandonato. Si inventa un «fratello immaginario» a cui da il nome di Frank. Ed è proprio con lo pseudonimo 'Franky' che Meiwes, a metà del 2000, un anno dopo la morte della madre, si mette in cerca sulla rete della vittima disposta a farsi ammazzare e mangiare. Solo il pensiero si tagliare un corpo umano, quello di «un uomo giovane bello e snello», lo eccitava sessualmente, ha confessato. Con l'ingegnere di Berlino capì che il sogno poteva diventare realtà: «lui è serio, desidera veramente di essere macellato», pensò della vittima. Dopo il primo delitto cannibalesco, l'imputato ha incontrato altri cinque uomini che si erano offerti, via E-mail, come possibili vittime ma alcuni non facevano al caso: chi era troppo grasso, chi non si è fatto più sentire dopo che lui gli aveva detto chiaro e tondo: «Se accetti devi sapere che morirai». E a quanto pare i volontari non mancavano: «Ci sono centinaia, migliaia di persone che cercano solo di essere mangiate», ha affermato Meiwes davanti all'allibito uditorio del tribunale. Dagli esami risulta che l'imputato è in pieno possesso delle sue facoltà mentali. Per l'accusa si tratta di omicidio a fini di soddisfazione sessuale. La difesa ribatte invece che la vittima era consenziente e che al massimo di può parlare di aiuto all'eutanasia. Il processo, per il quale sono stati riempiti 34 raccoglitori di carte, in realtà deve ancora terminare, nonostante la condanna a 8 anni di carcere già comminata. L’epilogo forse a Gennaio 2007. Nei dibattimenti sono stati ascoltati 38 testimoni e diversi esperti. Per la giustizia si tratta di un garbuglio mai visto: nessun precedente giuridico, un reato che non esiste nel codice penale e una vittima consenziente. Al cannibale di Rotenburg, la polizia è giunta dopo una segnalazione di uno studente di Innsbruck che si era imbattuto su Internet in un annuncio per la ricerca di vittime. In una perquisizione, nel Dicembre 2002, nella sua residenza cadente di campagna furono trovate quattro buste da congelatore con carne umana e una buca con delle ossa e un teschio nel giardino. Secondo gli inquirenti, l'imputato ha mangiato almeno venti chili di carne umana. Altre parole sono superflue.

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