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Issei Sagawa - "Il cannibale di Parigi"

ATTENZIONE! Le foto di questo profilo sono particolarmente crude e raccapriccianti pertanto, avvertiamo che la loro visione è consentita solo a un pubblico adulto e ne è vietata la vista ai minori di 18 anni! Dopo questo avvertimento passiamo alla storia in oggetto a alla sua sconcertante conclusione. Questo “signore”, nonostante abbia compiuto un solo omicidio, è certamente da annoverarsi tra i più brutali Serial Killer mai recensiti in questo sito ma, al contrario di come si potrebbe pensare, si trova qui anche per un altro motivo: denunciarne l’esistenza così da sollevare una giusta protesta nei suoi confronti e in quelli della giustizia in generale. L’efferatezza delle sue azioni, come vedremo, lasciano letteralmente senza fiato e l’epilogo del suo caso fa infuriare ogni persona di buon senso! Andiamo per ordine: nel 1981, Issei Sagawa, nato l’11 giugno 1949, studente giapponese di letteratura inglese all’università Sorbona, Parigi, invitò una sua compagna di studi per il ripasso di alcune poesie in vista dell’esame di fine anno. Sagawa dichiarò alla polizia che era attratto dalla ragazza che si chiamava Renée Hartevelt (si presume che l’uomo ammise la circostanza per diminuire le conseguenze legali del suo folle gesto). Nel mezzo del loro incontro, e senza nessun preavviso, la uccise con un colpo di fucile, fece sesso con il suo cadavere e la mangiò pezzo per pezzo (fino a un totale di 7 chili di carne asportati dal suo corpo). Sagawa fu dichiarato inabile a sostenere un processo e il ricco padre, Akira Sagawa, ottenne la sua estradizione in Giappone, dove venne liberato dalla custodia in meno di quindici mesi. Sagawa, nel frattempo, era già diventato una celebrità nella sua patria, in special modo per il suo atteggiamento beffardo nei riguardi dell’intera faccenda, nonostante avesse rivelato all’opinione pubblica il proprio atto cannibalesco con dovizia di particolari. Da allora, ha scritto diversi best-seller (pensate, è anche uno scrittore di successo) ed è apparso in almeno un film, un’opera drammatica intitolata “The Bedroom”. Nel 1983 pubblicò l’esperienza dell’omicidio che lo rese famoso. Al giorno d’oggi, Sagawa, cura anche una colonna per un tabloid nazionale e vive nell’agiatezza. Vi confesso sono rimasto letteralmente esterrefatto nell’apprendere la sua vicenda e ho pubblicato il caso affinché anche voi possiate conoscere e commentare questa ingiustizia perpetrata soprattutto contro la povera vittima a cui rendo omaggio.

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